Edizione 2019

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Emozioni

 
Paolo Finestra
 

EMOZIONI

"Dio creò le terre piene di acqua perchè gli uomini vi vivessero e creò il deserto affinchè vi ritrovassero la propria anima" - antico detto Tuareg

Cosa spinge un piccolo gruppo di atleti di mezzo mondo ad andare a correre e sudare nel mezzo di un deserto? Cosa porta un campione come Alessandro Lambruschini - medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atlanta nel 96' e campione d'Europa nei 3000 siepi, a mettersi in gioco e rischiare la propria reputazione nello sfidare Jorge Balle semisconosciuto fondista tedesco in una corsa senza pubblico e senza premi nel Sahara?

Cosa motiva un cantante famoso come Riccardo Fogli ad andare a scarpinare e soffrire sotto il sole con 33° all'ombra senza fans e TV invece che essere a San Remo sul palco dell'Ariston? Me lo sono, ce lo siamo chiesto spesso, spessissimo nei quattro fantastici giorni passati correndo la 100 km del Sahara.
Emozioni... la parola magica che ci ha dato forza, volontà, resistenza, dolore, gioia.
Si dice che chi entra nel deserto anche una sola volta ne esca profondamente cambiato, beh per noi, per tutti noi è stato realmente, assolutamente così. Emozioni... correre sulle pietre e sulla dune con il ghibli, il vento del deserto, che alza la sabbia che ti entra dappertutto; contare i km nel silenzio assordante del nulla che ti circonda in attesa di un ristoro per il rabbocco d'acqua o sperando di scorgere all'orizzonte l'arrivo e la fine della tua fatica;fermarsi ad aspettare il compagno in difficoltà e ricevere l'incitamento di chi, più lento, è rimasto indietro.
Emozioni... dividere una tenda berbera sotto il cielo immensamente stellato infilati nel sacco a pelo; conoscere ed apprezzare l'umanità delle persone, sentire le loro storie, capire le loro motivazioni; rinsaldare una stima ed un'amicizia che ti fa "sentire" le cose nello stesso modo.
Emozioni... credere in te stesso nei tanti momenti di difficoltà, andare oltre i propri limiti; ignorare o far finta d'ignorare i propri muscoli stanchi ed i piedi pieni di vesciche; piangere e gioire allo stesso tempo alla fine della prima maratona, 42 km 195m, mai corsa nel Sahara; convincersi di avercela fatta, lasciarsi andare alla felicità, tuffarsi sporchi sfatti e sudati nella sorgente di un'oasi spruzzandosi l'acqua come bambini.
Vivere... ristorarsi... guardare indietro, volgendo lo sguardo sul grande Erg sabbioso, sul mare di dune senza fine...Lì Noi tutti abbiamo gareggiato,corso,sofferto e vinto.
Paolo Finestra

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