Edizione 2019

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Il commento finale di Adriano Zito

 
Adriano Zito
 

Quando comincio a scrivere queste due righe, il gruppo ha appena lasciato Djerba per dirigersi a Roma da dove ognuno proseguirà per la destinazione finale con il proprio bagaglio ma anche con i ricordi e con tutte le sensazioni vissute durante la gara ed al campo di questa edizione della corsa.
Sono sicuramente tante le motivazioni per cui verrà ricordata questa 8° edizione della 100 km del Sahara, una edizione caratterizzata da avverse condizioni di tempo, ma altresì da una grande risposta collettiva da parte di tutti i presenti che hanno saputo reagire ed esaltarsi nelle difficoltà trasformandole così in un elemento di stimolo positivo.
E’ stata l’edizione più dura della storia della gara e questo sarà un motivo di orgoglio in più per tutti quelli che per quattro giorni hanno lottato con il vento, sempre contrario, e con la sabbia che si è infilata ovunque, non concedendo tregua, lasciando gli occhi arrossati mentre in bocca se ne coglieva costantemente la consistenza ed il gusto.
E’ stato anche l’anno in cui maggiormente si è avvertita la internazionalità della prova, infatti erano presenti atleti di ben 12 paesi differenti, con una nutrita rappresentanza americana dalla California, dall’Uruguay e dal Canada, senza trascurare Germania, Belgio, Svizzera, Croazia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Spagna oltre a naturalmente Italia e Tunisia.
Anche per noi dell’organizzazione la vita è stata dura, il mantenere lo standard di servizi previsto, ci ha impegnato oltre ogni previsione, ma come sempre accade quando il consenso è così ampio e generale, il disagio ed il lavoro supplementare, sono stati subito rimossi e ora riemergono solo gli aspetti migliori fatti soprattutto dalle magnifiche persone che con noi hanno diviso gioie e sofferenze nei 5 giorni di campo.
Non posso non cogliere l’occasione per rinnovare a tutti i miei complimenti più sinceri per il grande risultato ottenuto e per l’impegno profuso, ma soprattutto per aver colto l’essenza dello spirito con cui si vive questa magnifica avventura, la 100 km del Sahara.
Voglio inoltre approfittare per ringraziare tutti coloro che personalmente, con messaggi e telefonate mi hanno dimostrato la loro soddisfazione con complimenti e gratificazioni di ogni genere, ma la cosa che non mi stancherò mai di ripetere e che, di tutti i meriti che mi vengono attribuiti, sono solo due sono quelli che mi sento veramente di avere, il primo è quello di averci creduto sempre, anche quando i fatti avrebbero dovuto indurmi a mollare, ed il secondo è quello di essermi saputo circondare di persone molto più capaci di me!!
Un grazie di cuore a tutti

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