Edizione 2019

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Noi podisti lo sappiamo bene

 
Orlando Pizzolato
 

Noi podisti lo sappiamo bene: anche dopo una faticaccia che distrugge le gambe ed ogni volontà, bastano dei momenti di tranquillità per rinfrancarsi e ricredersi su quanto detto poco prima. Il “non lo farò mai più” viene rinnegato come ogni Giuda. Questo è successo anche qui, alla 100km del Sahara. La tappa di ieri, di quarantadue chilometri, ha affaticato tantissimo i partecipanti, ma questa mattina, partiti dal campo di Bir El Ghif Elbum, hanno vissuto altre forti emozioni. Il percorso ha attraversato zone affascinanti, come quelle dell’erg di ieri. Nel salire su queste dune è come salire su di una nuvola. La sabbia è intatta, vergine, candida. Negli avvallamenti, più o meno profondi, la superficie è rigata solo dal vento. Tutt’attorno un grande azzurro. Era proprio come essere sopra una nuvola, soffice, morbida, bianca.
Ho visto i corridori salirvi con fatica, ma gettarsi in discesa con entusiasmo, come i bambini che giocano in mezzo alla sabbia. Sul traguardo di Bibane i commenti di ogni corridore erano entusiastici. Non solo fatica quindi nel percorrere strade sabbiose ed assolate.
La corsa sta vivendo sempre sul monologo del tedesco Balle, che secondo me ha spinto eccessivamente nella maratona, e nella penultima tappa ha accusato stanchezza, ma spinto dalla morbida discesa incontrata al culmine dell’erg, il traguardo è arrivato rapidamente. Lo ha passato con una trentina di secondi sul padovano Fanton che in classifica ha recuperato alcuni posti. Peccato invece per l’infortunio muscolare che ha patito Cavallaro, ora definitivamente escluso dalla lotta per il podio. Loris Fanton avrà un compito molto difficile, ma non impossibile, per conquistare il terzo posto visto il distacco di 2’20”. Un guadagno di altri 40 secondi circa e potrebbe essere al secondo posto.
In campo femminile è sempre la pugliese Zecchino a monopolizzare la competizione.
La tappa di domani sarà particolarmente impegnativa perché sull’erg si percorreranno più di 10 chilometri. Sicuramente impegnativi, ma anche divertenti. Questo riferivano quelli che lo scorso anno tagliavano il traguardo all’oasi di Ksar Ghilane.

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