Edizione 2019

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Il commento di Fulvio Massini

 
Fulvio Massini
 

Quando nel 2001 mi venne proposto di andare ad accompagnare il gruppo che avrebbe partecipato alla seconda edizione della 100 km del Sahara non me lo feci ripetere due volte. Accettai subito.
Noi podisti siamo un po’ curiosi, ci piace provare esperienze nuove. Di quella mia trasferta ricordo qualcosa, ma in particolare: i miei compagni di tenda con la metà dei quali ci siamo trovati anche quest’anno, Adriano Zito, Pepe, Nanni e una anziana signora.
Fra i compagni di tenda del 2001 c’era il mitico Bengio, Luigi Benini il fotografo ufficiale della gare di ZitoWay, Laura che quest’anno ha diretto ed accompagnato in modo esemplare il gruppo dei camminatori, Silvana che ha mandato sua figlia Bianca a fare la massaggiatrice ai podisti impegnati in gara. Adriano Zito l’organizzatore e ideatore di questa gara molto particolare, una delle persone più serie che mi sia capitato di conoscere. Pepe non sò esattamente come si chiama, è il cuoco, o meglio il grande cuoco della 100 km, l’ho trovato esattamente come il primo giorno che l’ho conosciuto. Nanni, come me, ex insegnate di educazione fisica sempre in movimento nel 2012 come nel 2001. L’anziana signora aveva l’ernia del disco stava male, ma concluse la 2° edizione della 100km. Un po’ correva, un po’ camminava, portava il busto, ma andava avanti ed arrivava sempre al traguardo. Un giorno, durante una tappa gli andai incontro correndo. Era caldo, ero in costume da bagno, la raggiunsi e mi disse: mi hai fatto paura, ti avevo preso per un beduino, ma poi aggiunse: non smettere mai di venire ad accompagnare i podisti alla 100 km del Sahara. L’ultima volta che avevo fatto parte dello staff di Zito way alla 100 km de Sahara era stato nel 2007 poi per una serie di motivi non c’ero più potuto andare.
Le parole di quella anziana signora hanno però continuato ad essere presenti nella mia mente. Quando Adriano mi ha chiesto di tornare a far parte del gruppo, anche questa volta, ho detto sì. L’anziana signora sarà sicuramente contenta. E’ stato un po’ come tornare a casa. Ho ritrovato Adriano, la Patty, Bengio insomma moltissimi dei “ vecchi “ componenti dello staff , oltre ai nuovi con i quali è stato subito feeling perfetto. In questa gara la classifica conta, ma fino ad un certo punto. Questa è un’esperienza di vita che fa crescere ognuno di noi nel nostro interno. Sette giorni di vita comune, a vivere difficoltà che possono sembrare banali, ma non lo sono affatto per chi è abituato a vivere in modo strutturato.
Il clima non è stato proprio bellissimo, ma ogni difficoltà è stata superata con quello spirito che forse nessuno di noi sapeva di avere. Rispetto a quando ero stato a questa gara nel 2007 sono cambiate molte cose e tutte in meglio.
I tracciati delle gare sono molto più belli anche se richiedono maggiore impegno. Bellissime le dune presenti, in particolare nella 1 e nell’ultima tappa. L’organizzazione poi ha raggiunto dei livelli incredibili al punto che è possibile mangiare le briosce a colazione ed avere zuppe calde per la cena. Tre fisioterapisti e tre medici a disposizione dei concorrenti, il costante sorriso di tutti gli addetti ai lavori.
Diversi partecipanti venivano dall’estero ma si sono subito amalgamati.
Bellissime le scene di gioia all’arrivo di ogni tappa e dell’ultima in particolare. Toccante come sempre il momento di riprendere i bagagli all’aeroporto e tornare ognuno alla proprie sedi con la mente impegnata però a pensare agli amici del gruppo tenda, alle dune affrontate al caldo che non c’è stato. I miei allenati: Peter, Luca, Carlo, Stefano, Rossano sono andati bene e questo è per me motivo di soddisfazione.
Ho avuto modo di lavorare insieme ad un’altra persona davvero brava ed innamorata del deserto dove ha vissuto, Maurizio dal quale il prossimo anno vi farò raccontare i misteri del deserto dei quali, mentre gli occhi gli si illuminavano di gioia, mi parlava. Sì cari amici come dice Adriano “ il deserto è il deserto “ . Ma è proprio il deserto ad offrire la possibilità di scoprire la ricchezza interiore esistente in ognuno di noi. Ci vediamo il prossimo anno, ci sarò, non posso fare più torti all’anziana signora.

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