Edizione 2019

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Grazie

 
Massimo Plebani
 

Da 4 anni corro, e ogni volta attorno a me scorrono paesaggi differenti, più o meno familiari, curiosi, interessanti e gratificanti.

Dagli allenamenti quotidiani attorno a casa, alla culla urbana di New York City, passando per l’entusiasmo di quando l’anno scorso ho tagliato il traguardo della Milano City Marathon, con mia figlia e tutti i ragazzi e sostenitori di art4sport che correvano insieme a noi, urlando di felicità sotto la pioggia, coperti dai soli impermeabili gialli, per una meta che ognuno sentiva un po’ sua.

Ho corso tante corse, lottato per tanti traguardi, e ognuno di essi mi ha fatto crescere un po’ di più, come atleta, come uomo e come padre.

Correre nel deserto è un’esperienza unica, un’emozione mai provata.
Stavolta il paesaggio che mi scorreva accanto era come uno scenario astratto, fuori dal mondo.
Un infinito alternarsi di sabbia e dune, di savana che una dopo l’altra fanno nascere nella tua testa una litania, un mantra che con la sua ripetizione infinita apre la testa e il cuore al ritmo delle riflessioni.

E richiama a sé una forza d’animo mai provata.

E’ forse grazie a questo che ho raggiunto il podio del progetto DREAMS ARE FOR FREE per i miei 100 km nel ruvido Senegal... superando ogni aspettativa possibile.
A partire dalle mie.

Mai come questa volta ho tenuto gli occhi fissi sull’obiettivo, correndo lungo una un percorso che sentivo di tracciare per la prima volta, carico di emozioni, speranze, presenze, ricordi, ma leggero come solo i sogni sanno essere e spinto dal pensiero di tutti quelli che mi hanno sostenuto, da lontano e da vicino.
I fundariser che hanno versato il proprio contributo attraverso la Rete del Dono: ognuno dei km del percorso che ci hanno aiutato a costruire sarà loro, e nostro, per sempre!

Gli instancabili ragazzi del club Pantera Rosa, che ancora una volta mi hanno accompagnato e sostenuto , in tutti gli allenamenti facendo in modo che il traguardo divenisse una meta possibile. Il Monza Marathon Team supporto unico e insostituibile di carica emotiva, un gruppo di fuoriclasse, con l'avv che mi ha caricato di racconti della sua precedente performance nel Sahara..

Il magico Paolo Parghini, un vero campione che ha abbracciato il progetto regalandomi i suoi segreti e insegnandomi le tecniche per affrontare questa sfida, allenandomi solo come lui sa fare. I sui Messaggi arrivavano puntualmente prima di ogni tappa dadomi la carica e la tecnica giusta, concentrati, recupera... stai andando bene. Mi risuonano ancora le sue parole, dette cossi orrizontalmente tanto da farmelo vedere. grazie


Alessandro e Stefano che sono venuti con me fino nel deserto, contribuendo alla raccolta fondi e dandomi il più prezioso sostegno sul posto, prima e dopo l’impresa.

All'organizzazione ineccepibile e preziosa di ZITOWAY, presenti e puntuali in tutto, persone di grande capacità e con una grande carica umanitaria.


E infine tutti i ragazzi di art4 sport, tra cui mia figlia Veronica, che con il loro esempio ogni giorno mi insegnano che tutto è possibile.

A tutti loro dedico l’ultimo secondo prima del traguardo, quello in cui la fatica svanisce perché la mente e il cuore sono già oltre.

Grazie di cuore a tutti,
Massimo

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