Edizione 2019

Media

 

Stregati dal deserto

 
Marzia Chiocchi
 

La prima domanda che Angelo ed io ci siamo posti al momento di scrivere il nostro resoconto personale sulla 100 Km del Sahara è stata....da dove cominciamo? A pochi giorni dal rientro in Italia continuiamo a raccontare le emozioni e i momenti vissuti nel deserto, con la netta sensazione, però, di non riuscire ad esprimere bene ciò che vogliamo trasmettere agli altri! La nostra partecipazione non si è consumata nella veste di atleti, ma di operatore e di giornalista dell'emittente televisiva toscana Telegranducato. Il legame tra la tv e il deserto è iniziato lo scorso anno quando decidemmo di chiedere al patron Adriano Zito, che ancora non conoscevo personalmente, di far parte della spedizione sahariana per raccontare, in una lunga cronaca televisiva, gli aspetti sportivi e umani di questa importante manifestazione podistica internazionale. Con la professionalità e la gentilezza, che in seguito avrei avuto modo di apprezzare, Adriano accettò la proposta. Realizzammo, quindi, un interessante lavoro, che allora sperai potesse avere un seguito. E così è stato.

Premetto che il mio interesse per il podismo non è casuale. Ho cominciato a correre all'età di 18 anni per "colpa" di una passione genetica a questo sport. ( Il podismo fa parte, infatti, del Dna di famiglia). E così, ad un certo punto della mia vita, ho deciso che il mio lavoro di giornalista doveva unirsi a quello per il mio grande amore sportivo!

Angelo ed io siamo così arrivati nel deserto, io per la seconda volta, lui per la prima! Con un entusiamo indescrivibile ci siamo resi conto che la dimensione in cui ti fa vivere il deserto è stupefacente, quasi irreale. Ti sembra addirittura impossibile che questo miracolo della natura possa tirar fuori il meglio di te e degli altri. Il deserto ti rasserena, ti mette "naturalmente"  nella condizione di vedere, pensare e riflettere, ti riporta alle origini, in una condizione primordiale, antica, dove il superfluo è fastidioso e l'essenziale è prezioso! Quando lo scorso anno tra le tende berbere si costituirono le prime amicizie, le complicità che sarebbero sfociate in rapporti solidi, capii che in tutto questo c'era qualcosa di speciale, ma aspettai a lasciarmi coinvolgere totalmente, nel dubbio che questi legami potessero essere il frutto di un'emotività del momento! Ma per fortuna non è stato così!

Nel corso di un anno si sono rivelati veri, forti, presenti. Noi, gli amici del deserto, ci sentiamo legati da un cordone ombelicale che teniamo stretto. Non passa settimana senza una telefonata, un SMS o una mail...e non solo in stato di benessere!

Si è creato un rapporto esclusivo, sfociato in una ricerca costante, gli uni degli altri, che ci porta a percorrere chilometri per rivederci! E l'esperienza di quest'anno è stata semplicemente una conferma! Sia per la continuità di rapporti con i vecchi amici, sia per le solide basi poste con i nuovi incontri.

Per Angelo e per me, a questo punto, c'e' una sola grande difficoltà! Far capire a chi non ha vissuto tali empatie, che tutto ciò può esistere e resistere nel tempo. Il deserto ha prodotto le sue magie, e noi ne siamo il suo incantesimo!

Grazie, quindi, alla tenda numero 6  "I figli del deserto" !

Grazie a Mario, altruista, ordinato, riservato, animo di rara sensibilità!

Ad Alessandro, semplice come solo i grandi campioni sanno essere.Il campione del mondo, il plurimedagliato, l'olimpionico..è stato uno di noi! Pronto allo scherzo, alla battuta...alle barzellette raccontate a tarda ora quando non riuscivamo a prendere sonno! Quante risate sottovoce per non svegliare gli altri!

Ad Alessia la veterana della 100, tenace, determinata nelle sue prove. Con lei se semo fatti 4 risate co sto accento romano!

Grazie a Riccardo, per le sue canzoni nostro idolo dai tempi dell'adolescenza, adesso amico, semplice, disponibile, nonostante i suoi impegni in giro per il mondo.

A Luciano, il gigante buono, dolce, personalità dai grandi valori morali e umani.....goloso di morbide caramelle!

E grazie ai nuovi incontri!

A Luca, il filosofo contemporaneo, dispensatore di splendide teorie sul buon vivere!

Grazie a Nicolas, al secolo Franco, ormai conosciuto solo con il suo soprannome per la forte somiglianza all'attore Nicolas Cage!

Ad Albert, giornalista spagnolo e podista di grandi qualità, simpaticissimo con il suo catalano stretto!

E infine grazie davvero tanto a te ADRIANO! Grande e impagabile artefice di questa splendida avventura. Capace di avere creato un'occasione fondamentale di socializzazione globale nel nome degli alti, positivi e sani valori dello sport! E mai come in questo periodo ce n'è tanto bisogno!

 

Un abbraccio fortissimo a tutti!



Marzia Chiocchi e Angelo Serantoni

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