Edizione 2019

Media

 

Mein Sahara Lauf

 
Andrea Kirchmann-Preisler
 

Als ich im vergangenen Jahr  von dem Gedanken infiziert war, am Sahara Lauf teilzunehmen, habe ich versucht soviel wie möglich im Vorfeld darüber zu erfahren. Auf der so ausführlichen Homepage www.100kmdelsahara.com  auf italienisch, deutsch, englisch und französisch waren leider alle "Commenti" der Teilnehmer nur auf italienisch. Es fehlten mir Erfahrungsberichte von nicht-italienischen Teilnehmer(innen).

Inzwischen bin ich begeistert von der Sahara Tour 2004 zurückgekehrt und fühle mich berufen, diese Lücke zu schließen und gebe hier gerne  meine Erfahrungen und Eindrücke wieder, in der Hoffnung, dass sich nächstes Jahr die Veranstaltung noch internationaler ausrichten wird. 



Ich bin 45 Jahre alt, laufe seit vielen Jahren und seit einigen Jahren einen Marathon pro Jahr. Ich bin keine Extrem- oder Leistungssportlerin, sondern eine ganz normale Frau, die nur eine gewisse eigene Fitness als Lebensqualität ansieht und sich dafür einsetzt. Für meine physiotherapeutische Praxis habe ich das Motto gesetzt: “DENKE HEUTE AN DEINE GESUNDHEIT VON MORGEN...“ Zu all dem scheint auf den ersten Blick die Teilnahme an einem 120km Lauf durch die Wüste im Widerspruch zu stehen.

Durch die Tatsache, lange in Tunesien gelebt zu haben, dort meine jüngste Tochter zur Welt gebracht zu haben, habe ich mich sicher in besonderem Maße zu diesem Lauf begeistern können. Nach der Anmeldung im Dezember begann das Training. 5x pro Woche, davon an 3 hintereinander liegenden Tagen steigernd längere Strecken, bis zu 2 – 21/2 Std. Mit dem Näherrücken des Abreisedatums stieg die Nervosität. Ich hatte nur ein Ziel und keine hohen Erwartungen: kraftvoll, mit einem Lächeln im Gesicht ins Ziel einzulaufen.

Wie vielseitig das Erlebnis der Teilnahme an solch einem Lauf ist, hatte meine Erwartungen in jeder Hinsicht übertroffen! Mein größtes Lob gilt der großartigen Organisation, die die gesamte Veranstaltung verantwortungsbewußt und perfekt gestaltet hatte, mit bester Verpflegung (Wettkampf angemessen, auch für mich, als Vegetarierin optimal), organisatorisch fließendem Ablauf während der Läufe, Aufteilung in Berberzelten. Die Laufetappen waren anspruchsvoll und abwechslungsreich ausgewählt. Jede Etappe hat ihre eigenen Herausforderungen in abwechslungsreicher, wunderschöner Gegend. Besonders hervorzuheben sicher die letzten 25 km durch die Dünen der Sahara, wie man sie sich bilderbuchhaft vorstellt.  Auf allen Strecken war die Betreuung vorbildlich und medizinische Hilfe, sofern erforderlich, sofort möglich. Die kalte Dusche am Dusch – LKW war nach jedem Lauf in der Wüstenhitze  ein wahrer Genuß! Der Zieleinlauf in der Oase von Ksar Ghilane, mit anschließendem  Bad in den heißen Quellen, hätte nicht idyllischer sein können!

Obwohl ich alleine angereist bin, habe ich schnell Kontakt zu Mitläufern gefunden. Von 99 Läufern (davon 17 Frauen) waren nebst Italienern auch Deutsche (insgesamt 5), Schweizer, Holländer, Engländer, Spanier und Franzosen dabei. Leider sprachen die wenigsten Italiener eine Fremdsprache, sodass  meine  Kommunikation im nicht italienischen Bereich wechselnd auf englisch, französisch und deutsch stattfand. Allgemein gesagt: je mehr Sprachen man spricht, um so besser die Einbindung in die Gruppe. Es war eine glückliche Fügung des Schicksals besonders mit einem Menschen einen so vielseitigen Gedankenaustausch aufgebaut haben  zu können, der eine persönliche Bereicherung war. Sehr interessante Leute habe ich kennen gelernt - aus Unbekannten sind in einer Woche Freunde geworden. Es war das Eintauchen in eine andere Welt. Unvergesslich und fast unvorstellbar bleiben folgende Erinnerungen: nie zuvor habe ich  die Nächte mit 5 unbekannten Männern in einem Zelt verbracht, nie konnte ich mir vorstellen, mit einer Toilettenpapierrolle unterm Arm ins Nichts zu laufen, weit und breit ohne Busch und Strauch, für alle sichtbar. Nie bin ich so oft nach meiner Marathonbestzeit gefragt worden und habe von Marathonläufen rund um die Welt gehört. Nie habe ich so viele Blasen an  Füßen gesehen (nur bei anderen!!!) und nie habe ich an mir selbst so viel Fußpflege betrieben. Es bleibt auch die Erinnerung an stürmische, sandige Nächte auf dünnen Matratzen, umgeben von unzähligen schnarchenden Elefanten und herrlichen Sonnenauf-  und -untergängen. Es war unerwartet eine Reise zu mir selbst, auf der ich meine physischen Grenzen erlebt, aber nie überschritten habe,  auf der ich Einsamkeit und menschliche Nähe sehr emotional  erlebt habe. Wenn es je ein Erleben des "Einswerden" von Seele, Körper und Geist gibt, so war es  in dieser Woche. Nach 12:21 h Laufzeit  hatte ich mein Ziel erreicht und bin glücklich und kraftvoll ohne körperlichen Schaden mit einem Lächeln im Gesicht in den Zielbogen eingelaufen.



Andrea Kirchmann-Preisler



Traduzione



La mia corsa nel Sahara



Quando l’anno scorso mi ha contagiato l’idea di partecipare a una corsa nel Sahara, ho cercato dapprima di saperne quanto più possibile.Ma sulla dettagliatissima home page www.100kmdelsahara.com, disponibile in italiano, inglese, tedesco e francese, purtroppo tutti i commenti dei partecipanti erano solo in italiano.Mi mancavano resoconti di esperienze scritti da non-italiani.Nel frattempo sono tornata entusiasta da questo Sahara Tour del 2004 e sento di poter colmare questa lacuna mandandovi le mie esperienze e impressioni, nella speranza che il prossimo anno la manifestazione diventi ancora più internazionale.

Ho 45 anni, corro da molti anni e da alcuni corro una maratona l’anno. Non sono un’atleta estrema, né di grandi prestazioni, ma una donna normale che considera il fitness in funzione della qualità della vita e ci si impegna. Nella mia attività di fisioterapista ho un motto: PENSA OGGI ALLA TUA SALUTE DI DOMANI. A un primo sguardo la partecipazione a una corsa di 120 km nel deserto sembra decisamente in contrasto con tutto ciò.

Il fatto di aver vissuto a lungo in Tunisia, dove tra l’altro ho messo al mondo la mia figlia più piccola, ha decisamente contribuito parecchio a convincermi a partecipare alla corsa.Dopo l’iscrizione in Dicembre è cominciato l’allenamento.5 Volte alla settimana e tre giorni consecutivi di percorsi di lunghezza crescente, fino a 2 ore/2 ore e mezza.Con l’avvicinarsi della data di partenza aumentava il nervosismo:avevo solo un obiettivo e nessuna grande aspettativa:arrivare al traguardo senza danni e col sorriso sulle labbra.

Quanti molteplici aspetti ha l’esperienza di partecipare a una corsa come questa!Le mie aspettative sono state superate in tutto!

I miei elogi più grandi vanno all’eccellente organizzazione, che ha progettato in modo perfetto e responsabile l’intera manifestazione, con il vitto migliore (e più adeguato alla gara, anche per me che sono vegetariana),partenza e corsa organizzate in modo scorrevole, distribuzione nelle tende berbere.Le tappe del percorso sono sempre diverse, risultato di una scelta  accurata. Ogni tappa contiene in sé la sua propria sfida , in un ambiente meraviglioso e ricco di varietà.In particolare spicca l’ultimo tratto di 25 km attraverso le dune del Sahara, così come uno se le immagina dalle illustrazioni dei libri.Su ogni tratto del percorso l’assistenza è stata esemplare e le cure mediche, dove richieste, subito disponibili. Dopo ogni corsa nel caldo del deserto le docce fredde al camion cisterna erano un vero piacere!L’arrivo nell’oasi di Ksar Ghilane con bagno finale nella sorgente calda non avrebbe potuto essere più idilliaco!

 

Nonostante sia partita da sola, ho stabilito subito dei contatti con gli altri maratoneti. Su 99 partecipanti (di cui 17 donne) oltre agli italiani vi erano anche tedeschi (5 in tutto), svizzeri, olandesi, inglesi,spagnoli e francesi.Purtroppo solo pochi italiani parlano una lingua straniera , e così le mie comunicazioni in ambito non italiano si svolgevano alternativamente in inglese, francese e tedesco.In generale si può dire che più lingue straniere uno parla, più possibilità ha di legare all’interno del gruppo.E’ una vera fortuna riuscire ad  avere uno scambio di idee su così tante cose diverse con un essere umano, lo considero un arricchimento personale.Ho conosciuto molta gente interessante, da sconosciuti in una settimana si diventa amici.E’ stato un tuffo in un altro mondo.Indimenticabili e quasi inimmaginabili rimangono i seguenti ricordi:mai prima d’ora avevo passato la notte in una tenda con 5 uomini sconosciuti, mai avrei potuto immaginarmi a camminare verso il nulla con un rotolo di carta igienica sotto il braccio, senza un cespuglio o un arbusto all’orizzonte, visibile a tutti.Mai mi era stato chiesto così spesso il mio miglior tempo in maratona, mai ho sentito parlare tanto di maratone in giro per il mondo.Mai prima d’ora ho visto tante vesciche ai piedi (solo degli altri!!!) e mai mi sono presa così tanta cura dei miei.Il ricordo va anche alle notti sabbiose e tempestose passate su sottili materassi, circondata da innumerevoli elefanti che russavano, a magnifiche albe e tramonti.E’ stato inaspettatamente un viaggio in me stessa, nel quale ho sperimentato, ma mai superato, i miei limiti fisici, nel quale ho vissuto profondamente la solitudine e la vicinanza ad altri esseri umani.Se esiste un’esperienza di “riunificazione”di anima, corpo e spirito, quella è stata per me questa settimana.Dopo 12 ore e 21 minuti di corsa ho raggiunto il mio traguardo e sono corsa felice dentro l’arco di arrivo, ancora piena di forza, senza danni fisici e con un sorriso sulle labbra.

Edizioni precedenti
Atleti per nazione
Table 'Sql45846_1.concorrenti_2019' doesn't exist